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Fotografia pubblicitaria


Prima dell'avvento digitale, la fotografia pubblicitaria si basava sia sulla perfezione di ripresa sia sul relativo trattamento chimico. La pellicola in bianco e nero, se opportunamente sviluppata e ben stampata manualmente su carta fotografica, poteva conferiva all'immagine un pregio interpretativo che pochi laboratori industriali erano in grado di eguagliare. Era invece inevitabile affidare al proprio laboratorio di fiducia lo sviluppo delle pellicole a colori (Diapositiva o Negativo) a causa dell'assoluta precisione richiesta dai processi chimici. Un minimo errore di ripresa come un ingenuo errore di fase di sviluppo non erano quasi mai correggibili. Ogni fotografo in ambito editoriale o pubblicitario, per soddisfare le richieste del proprio cliente, doveva garantire una perfezione assoluta unita alla massima puntualità nei tempi di consegna.
La tecnologia digitale ha progressivamente cambiato il lavoro di tutti i fotografi, soprattutto di quelli specializzati nella fotografia pubblicitaria. La perfezione nella ripresa fotografica, richiesta fino a pochi anni fa dal lavoro in pellicola, attualmente non è più necessaria: l'evoluzione digitale ha reso infatti semplicissima ogni correzione tecnica ma, al tempo stesso, ha ampliato infinitamente le possibilità creative nell'ambito della comunicazione visiva. E’ stata quindi una scelta obbligata quella di avvalersi di tutti i vantaggi professionali offerti dal costante sviluppo tecnologico.
La fotografia moderna se riuscisse a combinare le vecchie conoscenze (studio compositivo, traguardo comunicativo, illuminazione corretta e precisione esecutiva) con le nuove tecniche digitali, potrebbe raggiungere traguardi mai concessi alle Arti definite "minori", alle quali tuttora appartiene.
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